INDUSTRIA 4.0 - LA SVOLTA PER L'ECONOMIA?

Febbraio 2017

INDUSTRIA 4.0 - LA SVOLTA PER L'ECONOMIA 

Si tratta di una manovra da 27 miliardi di euro e che si poggia su tre pilastri: gli investimenti pubblici e privati, questi ultimi immediatamente operativi a partire dal 1° gennaio con la proroga del super ammortamento al 140% e i nuovi iperammortamenti al 250% per i beni tecnologici di “Industria 4.0”, le pensioni e gli interventi per la famiglia, a partire dal discusso bonus bebè, quello per gli asili e la “no tax area” per gli studenti universitari. A questi si aggiungono alcune misure di peso sul fisco a partire dalla sterilizzazione della clausola di salvaguardia per il 2017 con gli aumenti dell’Iva per oltre 15 miliardi, la piena operatività del taglio di 3,5 punti dell’Ires (dal 27,5 al 24%), l’arrivo dell’Iri con aliquota al 24% per le piccole imprese e il regime di cassa per le ditte in contabilità semplificata. Sul fronte della lotta all’evasione il Governo uscente si è giocato anche la carta della lotteria dello scontrino oltre alla tracciabilità delle spese dei servizi per i condomìni.

Guardando all’impatto della manovra, la legge di Bilancio 2017 muove risorse nette per 22,5 miliardi, in termini di minori spese e maggiori entrate, a fronte di impieghi (più spese e minori entrate) per 34,5 miliardi, con un aumento dell’indebitamento netto dell’anno prossimo di 11,9 miliardi. Sono raccolte in una manciata di milioni le variazioni a questo livello di saldo le novità introdotte alla Camera, emendamenti tutti coperti e che il Senato s’è limitato a “fotografare” chiudendo in tempi record la sessione di bilancio. Tenendo conto degli effetti combinati della legge di Bilancio e del decreto fiscale, l’indebitamento netto programmatico per l’anno venturo si collocherebbe al 2,3% (dal 2% indicato nella Nota di aggiornamento, vista la scelta fatta da Governo di misurare l’impatto macroeconomico anche delle misure adottate per fronteggiare l’emergenza migranti e le spese del dopo-sisma). Su queste margini di nuova flessibilità di bilancio il confronto con Bruxelles è tutt’altro che chiuso per un manovra che, a fronte di una stima di Pil reale in crescita dell’1% nel 2017 (contro lo 0,8% previsto per quest’anno), dovrebbe determinare un effetto espansivo sul Pil nominale dello 0,15% nel 2017, 0,25% nel 2018 e 0,10% nel 2019. La relazione tecnica che accompagna le misure indica un effetto moltiplicatore pari a 3 tra il 2017 e il 2018 (tra i 350 milioni e il miliardo) e di ordine 2 tra il 2018 e il 2019 (da 1 a 2,2 miliardi); stime giudicate ambiziose ma non impossibili sia da Bankitalia sia dall’Ufficio parlamentare di Bilancio in sede di audizione.

«Industria 4.0 chiave per la produttività»

Spinta che arriverà, ad esempio, dal pacchetto di misure ribattezzate «Industria 4.0». Misure che sono tutte, o quasi, autoapplicative, ossia non necessitano di attendere provvedimenti o regolamenti di sorta che potrebbero solo rinviare nel tempo gli effetti sulla crescita. Tra questi la proroga del super-ammortamento” al 140% per l’acquisto di beni (veicoli ed altri mezzi di trasporto beneficiano di una maggiorazione al 120%), l’arrivo del nuovo iper-ammortamento fino al 250% sugli investimenti in tecnologie, agrifood, bio-based economy, a supporto dell’ottimizzazione dei consumi energetici, il raddoppio del credito di imposta per ricerca e sviluppo (aliquota spesa interna dal 25% al 50%) e massimale annuo di spesa da 5 a 20 milioni. A questi si aggiungono la partecipazione di Cassa depositi e prestiti a supporto di “Industria 4.0”, con mediante la costituzione di Fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico, l’incremento della detrazione fiscale (fino al 30%) per investimenti fino ad 1 milione in start-up e Pmi innovative. Sul fronte lavoro spicca invece lo scambio salario-produttività attraverso un innalzamento dei tetti all’attuale detassazione.

 


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